• CHIEDICI, PER QUALSIASI OPERA, LE MIGLIORI CONDIZIONI! - FORNIAMO MOLTE GALLERIE IN ITALIA - CONSEGNE GRATUITE IN TUTTA ITALIA
Dimensioni: cm80x60
Codice: 7ski
Vedi Biografia di :JAMPOLSKI MICHAEL
Spedizione stimata in: 1 giorni
Tecnica quadro: Olio su tela
Disponibili: 1

Michael Jampolski –
Bacchus/ Panem et Circenses

Pane e giochi: il nutrimento di una società in decadenza

Duemila anni fa, il poeta latino Giovenale denunciava una società che aveva rinunciato a occuparsi dei propri problemi, accontentandosi di ricevere pane e spettacoli. Panem et circenses: nutrire e divertire il popolo per distoglierlo da questioni ben più importanti.

Sono passati duemila anni. Siamo davvero così cambiati?

Jampolski affronta questo tema attraverso un'opera ricchissima di riferimenti, costruita come un gioco di immagini, simboli e significati che si scoprono poco alla volta.

Al centro della composizione troviamo Bacco, ripreso dal celebre Bacchino malato di Caravaggio. Un giovane coronato di foglie, con un grappolo d'uva in mano, che a prima vista sembra incarnare la vitalità, il piacere e l'abbondanza.

Ma guardiamolo meglio.

Il suo incarnato è grigiastro, lo sguardo ambiguo, l'espressione tutt'altro che felice. Caravaggio aveva raffigurato un Bacco dall'aspetto malaticcio, lontano dall'immagine ideale e trionfante della divinità. Jampolski recupera proprio questa contraddizione: una figura che dovrebbe celebrare la vita e che, invece, sembra portare sul volto i segni della sofferenza.

È un'immagine perfetta per raccontare una società che continua a divertirsi, consumare e mostrarsi felice, mentre fatica ad affrontare le proprie contraddizioni.

Davanti a Bacco compare il nostro pane quotidiano: un sacchetto di patatine McDonald's.

Il grappolo d'uva, simbolo antico della fertilità, dell'abbondanza e del piacere, incontra il fast food, emblema della velocità, della standardizzazione e del consumo contemporaneo.

Due epoche, due modi di intendere il nutrimento.

Eppure, a guardarli bene, entrambi raccontano il nostro rapporto con il desiderio, il piacere e la gratificazione immediata.

Poi ci sono i libri.

Jampolski li dispone uno sopra l'altro, creando una struttura sulla quale poggia il nostro nutrimento moderno. La scelta dei volumi è parte integrante del racconto. Riconosciamo un libro dedicato a Caravaggio, un volume di storia e altri testi che richiamano la cultura, la memoria e la conoscenza.

I libri diventano così le fondamenta della composizione, un patrimonio accumulato nei secoli sul quale si è costruita la nostra civiltà.

Ma c'è qualcosa di profondamente ironico nel vedere un sacchetto di patatine appoggiato sopra questo patrimonio.

La cultura sostiene materialmente il prodotto di consumo, mentre quest'ultimo conquista immediatamente la nostra attenzione.

Mi viene spontaneo chiedermi quanto spazio siamo ancora disposti a concedere alla conoscenza in una società che pretende risposte veloci, soddisfazioni immediate e intrattenimento continuo.

Ed eccoci arrivati all'ultimo elemento, forse il più spietato.

Davanti alla pila di libri compare una piccola console per videogiochi. Sullo schermo leggiamo due parole: GAME OVER.

Il gioco è finito.

Jampolski riprende il concetto di Giovenale e lo trasporta nella nostra quotidianità. Il pane è diventato fast food, gli spettacoli sono diventati intrattenimento digitale e la cultura sembra progressivamente perdere terreno davanti alla velocità del consumo.

Abbiamo strumenti straordinari, possibilità di conoscenza impensabili fino a pochi decenni fa e accesso immediato a un patrimonio culturale immenso. Eppure continuiamo a cercare distrazioni, spesso proprio per evitare di affrontare i problemi che abbiamo davanti.

La console, che dovrebbe rappresentare il divertimento, annuncia la fine del gioco. Un messaggio quasi brutale, collocato davanti ai libri che custodiscono secoli di storia.

E intanto Bacco ci guarda.

C'è qualcosa di provocatorio nella sua espressione. Sembra quasi divertirsi alle nostre spalle, consapevole di una contraddizione che continuiamo a ignorare.

Anche la costruzione pittorica merita attenzione.

Jampolski utilizza il quadro nel quadro, inserendo la figura di Caravaggio all'interno di una seconda composizione. L'immagine antica diventa parte di una nuova natura morta contemporanea, creando un continuo passaggio tra pittura, storia e oggetti della nostra quotidianità.

Il blu petrolio della cornice dipinta, una tonalità profonda sospesa tra verde e blu, conferisce nobiltà ed eleganza all'insieme. I dettagli, le ombre, i riflessi e i diversi piani pittorici dimostrano una ricerca tecnica accurata. Persino la cornice diventa parte del gioco visivo.

Questa raffinatezza pittorica rende ancora più pungente l'ironia del soggetto.

Jampolski ci presenta una società che possiede cultura, conoscenza e risorse straordinarie, ma che sembra preferire il consumo e l'intrattenimento alla responsabilità di affrontare i propri problemi.

E forse la provocazione più intelligente è proprio quel piccolo videogioco.

Siamo talmente impegnati a giocare che potremmo accorgerci troppo tardi che la partita è finita.

Emanuela Orler


Contatti

Telefono: +393487947151

Telefono: +393312078350

Indirizzo: Corso Italia,35 58015 Orbetello Gr, Italia

E-mail: galleriaorler@gmail.com