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Michelino Iorizzo: ritratti contemporanei alla Galleria Orler

Michelino Iorizzo – Il volto del tempo

L’arte del ritratto tra memoria e modernità

Il ritratto, fin dal Rinascimento, è il linguaggio dell’identità. Attraverso lo sguardo e i tratti del volto, gli artisti raccontano sé stessi, la società e il tempo che abitano.
Michelino Iorizzo raccoglie questa eredità e la rinnova, riportando il volto umano al centro della pittura contemporanea con una sensibilità che scuote.

Nei suoi quadri la figura affiora.
La materia diventa racconto, la luce scava e ricompone.
Ogni volto nasce dall’incontro tra memoria e presente: conserva la compostezza rinascimentale, vibra di colore, respira nelle colature, mostra nell’alternanza dei toni la fragile topografia dell’animo.

Storia in primo piano, presente in tensione

Dai profili solenni dei primi maestri italiani alla veduta a tre quarti del Seicento e Settecento, la pittura cerca l’essenza più della superficie. Iorizzo traduce questa tensione nel nostro tempo.
Come Rosalba Carriera coglieva la grazia e Goya restituiva la verità, Iorizzo attraversa le emozioni e le lascia depositare sui volti.

Forza e vulnerabilità convivono.
Silenzio e colore si inseguono.
Graffi, incisioni e strappi della materia diventano segni identitari, reliquie contemporanee di un passato che continua a pulsare sulla tela.

Un linguaggio pittorico del presente

Iorizzo interpreta la tradizione con mano ferma.
I ritratti sono specchi del nostro tempo, sospesi tra visibile e interiore. Ogni opera nasce da un’energia fisica, istintiva, umana.

Si avverte la disciplina del gesto e la libertà della ricerca: ferire la superficie per svelare ciò che vive sotto. In questo equilibrio il suo linguaggio trova verità e riconoscibilità.