Come scegliere l'investimento giusto nell'arte?
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Come scegliere l'investimento giusto nell'arte?
Francesco Torre (giornalista): Emanuela, molti potenziali collezionisti mi chiedono come possono essere sicuri di fare l’investimento giusto quando acquistano arte. Tu cosa rispondi?
Emanuela Orler: La mia risposta è semplice, Francesco: comprare qualcosa che ti emoziona, che ti parla e che si inserisce perfettamente nel tuo ambiente. Questo è il vero investimento. Anche con budget più ridotti, il valore emotivo di un'opera è ciò che realmente conta. L’aspetto economico, se arriva, è un bonus. L’investimento non è solo monetario, ma soprattutto emotivo.
Francesco Torre: Interessante! E tu, che provieni da una famiglia storica nell'arte, come ti approcci a questo mondo?
Emanuela Orler: Io ho avuto la fortuna di crescere in un ambiente che respirava arte ogni giorno. Mio padre, Davide Orler, era un artista che ha avuto il privilegio di conoscere i giganti dell'arte del Novecento, da Picasso a Chagall, De Chirico a Guttuso, e tanti altri. Ho assistito a racconti straordinari, uno su tutti: quando fu scelto da Peggy Guggenheim a Venezia. Ma non è solo il passato a influenzarmi, seguo attentamente il mercato internazionale, le aste, i galleristi più importanti e le fiere. Il mercato dell'arte è vasto, ma con le giuste fonti e piattaforme, è possibile orientarsi tra gli artisti più richiesti e quelli emergenti.
Francesco Torre: Quindi, ti affidi alle analisi di mercato per le tue scelte d’investimento?
Emanuela Orler: Non proprio. La ricerca è fondamentale per me. Quando trovo un'opera che mi piace e che rientra nel mio budget, certo, la compro. Ma il mio approccio è più profondo: mi piace incontrare gli artisti, capire la loro storia, il loro processo creativo. L'affidabilità, la qualità e la coerenza dell'artista sono aspetti che guardo sempre. Non si tratta solo di acquistare, ma di creare una collezione che parli di te e del tuo gusto personale.
Francesco Torre: E come si fa a sapere se un artista ha realmente potenziale di crescita?
Emanuela Orler: Ah, tu pensi solo ai soldi! (ride) Scherzo, Francesco. Se vuoi essere sicuro che un artista possa crescere nel tempo, affidati a un gallerista che creda in lui. Un gallerista che lo segua, lo promuova con mostre e eventi, che investa sulla sua carriera. Quando un gallerista crede in un artista, è il primo a fare in modo che cresca. Se è una figura di riferimento, la crescita è quasi garantita.
Francesco Torre: So che la tua galleria presenta artisti di grande calibro internazionale, ma avete anche giovani talenti promettenti. Chi stai presentando attualmente?
Emanuela Orler: Sì, nella Galleria Orler di Orbetello ho scelto una linea di qualità accessibile, perché qui in Maremma l'arte non è ancora entrata a pieno titolo nella cultura locale. La mia sfida è far nascere questa esigenza. Sono molto orgogliosa di presentare I Parallelo3, un gruppo di giovani architetti, tra cui solo uno è italiano. La loro arte è un mix di urban art, street art e architettura, una sperimentazione che affascina soprattutto i giovani. Hanno un approccio fluido, senza regole, con una composizione di forme che si sovrappongono e dialogano tra loro. Poi c'è anche Helmut Fleiss, un artista tedesco davvero interessante, che sta catturando l’attenzione per il suo approccio innovativo.
Francesco Torre: E per quanto riguarda gli italiani?
Emanuela Orler: Ah, gli italiani! Non posso non parlare di Mario Patella, l'artista dei cieli. Lavora con pigmenti e olio su juta, creando stratificazioni di nuvole che sono pura magia. Poi c'è Davide Nunziante, un altro talento del metafisico. Ci sono tanti altri giovani talenti, ma se vuoi te ne parlo più in dettaglio un’altra volta.
Francesco Torre: Cambiamo argomento: so che sei un'appassionata di street art. Oltre ai nomi più noti, quali artisti consiglieresti?
Emanuela Orler: Il panorama della street art in Italia è ricchissimo! Oltre ai grandi come Blu, Ozmo, Ericailcane, Millo, ci sono Peeta, Alice Pasquini, Zed1, Sten Lex, e tantissimi altri anche meno conosciuti da Seacreative a Mister Clay, Willow, Lancellotti. E, sai, la mia memoria non è più quella di una volta! Ma se vuoi saperne di più, posso consigliarti una lunga lista.
Francesco Torre: Insomma, cosa deve fare una persona per decidere di investire una piccola cifra in arte?
Emanuela Orler: La risposta è semplice: venire in galleria a Orbetello! Ti offro un aperitivo e ti racconto tutto, dalla A alla Z. L'arte è qualcosa che va vissuta, sentita, prima di tutto. Poi si potrà parlare di investimenti. Ma, come ti ho detto, l’importante è che l'opera ti parli, e per il resto, basta fare la giusta ricerca!
Francesco Torre: Perfetto, Manu, allora ci vediamo a Orbetello! Ciao!
Emanuela Orler: Ciao Francesco, non vedo l'ora!