Forse è meglio così cm20x20
Dimensioni: cm20x20Codice: 16otti
Vedi Biografia di :RAVIZZOTTI GIUSEPPE: Ritratti in Bianco e Nero in vendita
Spedizione stimata in: 1 giorni
Tecnica quadro: Acrilico su tavola
Disponibili: 1
FORSE È MEGLIO COSÌ
Artista: Giuseppe Ravizzotti
Dimensioni: cm 20 × 20
Tecnica: acrilico su tavola preparata a stucco
Codice: 16otti
Disponibilità: 1
Forse è meglio così appartiene alla ricerca sviluppata da Giuseppe Ravizzotti nel ciclo ESCAPE AGAIN [QUESTA ASSENZA NON PASSA], dedicato al dolore femminile, alla sua dimensione più intima e alla capacità delle donne di attraversarlo conservando dignità, forza e desiderio di vivere.
Al centro dell’opera compare una figura femminile seduta. Il corpo è leggermente proteso in avanti, le gambe sono raccolte e le mani si avvicinano in un gesto contenuto. La posizione suggerisce una pausa, un momento nel quale il movimento si arresta e il pensiero prende il sopravvento.
La protagonista è la stessa figura che ritorna nelle opere del ciclo. Ravizzotti evita di definirne con precisione i lineamenti affinché non sia identificabile con una sola persona. Il volto sfumato permette alla donna rappresentata di assumere un significato universale e consente a chi guarda di riconoscervi una storia, un sentimento o una parte della propria esperienza.
Il titolo, Forse è meglio così, sembra nascere al termine di un dialogo interiore. Racchiude una frase pronunciata dopo una perdita, una separazione o una delusione, quando il dolore è ancora presente ma comincia a emergere la necessità di accettare ciò che è accaduto. Il “forse” conserva il dubbio; “è meglio così” prova a trasformarlo in una decisione.
L’opera rientra nel nucleo di ESCAPE dedicato alla sofferenza privata: l’amore perduto, negato, non corrisposto, tradito oppure divenuto violento. L’assenza evocata dal ciclo continua a farsi sentire, anche quando la persona cerca di convincersi che una separazione fosse necessaria.
Ravizzotti racconta questo turbamento senza ricorrere a gesti esasperati. La donna non urla e non chiede compassione. Rimane seduta, immersa in un silenzio che rende ancora più evidente il peso del momento. La sua fragilità convive con una forza trattenuta: la capacità di resistere, comprendere e ricominciare.
La figura e l’ambiente sono inseparabili. Alle sue spalle si estende un muro bianco e grigio, attraversato da campiture, segni, scrostature e colature. Nella ricerca di Ravizzotti il muro conserva tracce simili a ricordi: presenze rimaste sulla superficie dopo che il tempo ha modificato o cancellato ciò che esisteva prima.
Il bianco e nero allontana la scena dalla cronaca e la trasforma in un fermoimmagine sospeso. I grigi, le luci velate e i chiaroscuri costruiscono la profondità senza distogliere l’attenzione dal contenuto emotivo. Il lieve calore che affiora sul volto richiama lo sguardo sulla protagonista e sulla vita che continua a resistere dentro di lei.
La tavola in legno viene preparata con lo stucco. Dopo l’asciugatura, Ravizzotti interviene con carte vetrate spesse, consumando e incidendo la superficie fino a renderla simile a un muro segnato dal tempo. Su questa base deposita la pittura, lasciando visibili abrasioni, stratificazioni, colature e imperfezioni.
La materia svolge una precisa funzione narrativa. Le scrostature diventano memoria, i graffi trattengono le ferite e le sovrapposizioni suggeriscono il sedimentarsi delle esperienze. Il tempo entra fisicamente nella tavola e partecipa al racconto.
Nel formato raccolto di cm 20 × 20, la scena richiede uno sguardo ravvicinato. La dimensione accentua l’intimità dell’opera: chi osserva entra in uno spazio riservato e si trova davanti a un dolore che non viene esibito, ma affidato al silenzio.
ESCAPE fu concepita da Giuseppe Ravizzotti per affrontare il dolore e il sacrificio di cui molte donne portano il peso. Il progetto venne inaugurato il 25 novembre 2017 al Castello Visconteo Sforzesco di Galliate, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Nel 2018 la mostra fu ampliata e presentata a Villa Burba di Rho con il titolo ESCAPE AGAIN [QUESTA ASSENZA NON PASSA], a cura di Cristina Palmieri. Da questa esperienza nacque anche la tredicesima panchina artistica contro la violenza sulle donne, donata al Comune di Rho e successivamente inserita in un progetto educativo che coinvolse le scuole del territorio.
Giuseppe Ravizzotti, architetto e artista nato a Vignale nel 1960, costruisce le proprie immagini attraverso il rapporto tra figura, materia e memoria. La sua ricerca è stata presentata in contesti istituzionali e documentata anche nel catalogo Editoriale Giorgio Mondadori dell’Esposizione Triennale di Arti Visive di Roma del 2014.
Forse è meglio così racchiude la poetica del ciclo in una scena intima e raccolta. La donna seduta, il volto volutamente indistinto e il muro consumato compongono un racconto sull’assenza, sul dolore privato e sulla forza necessaria per ricominciare.
QUOTAZIONE E PROPOSTA ORLER
Quotazione ufficiale con coefficiente 2:
(20 + 20) × 2 × 10 = € 800
Proposta riservata dalla Galleria Orler con coefficiente 1,5:
(20 + 20) × 1,5 × 10 = € 600
L’opera è disponibile presso la Galleria Orler, con la quale Giuseppe Ravizzotti collabora in esclusiva dal 2011.
La proposta comprende IVA e spedizione gratuita in tutta Italia. È possibile richiedere una simulazione dell’opera sulla propria parete oppure provarla a casa senza impegno. L’acquisto è accompagnato dalla garanzia a vita della Galleria Orler.
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