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VASARELY VICTOR: Opere in vendita

VASARELY VICTOR: Quotazione, Stima e Valutazioni Opere

Victor Vasarely, nato il 9 aprile 1906 a Pécs, in Ungheria, e naturalizzato francese, è universalmente riconosciuto come il padre dell'Op Art, o arte ottica. La sua carriera artistica si distingue per l'innovativo utilizzo di forme geometriche e colori vibranti, creando illusioni ottiche che sfidano la percezione visiva dell'osservatore.

Formazione e primi anni

Inizialmente, Vasarely intraprese studi in medicina presso l'Università Eötvös Loránd di Budapest nel 1925. Tuttavia, nel 1927, decise di seguire la sua passione per l'arte, iscrivendosi all'Accademia Podolini-Volkmann, dove apprese le tecniche pittoriche tradizionali. Successivamente, frequentò la scuola d'arte Műhely, nota come il "Bauhaus ungherese", diretta da Sándor Bortnyik. Qui, Vasarely sviluppò un interesse per l'arte applicata e il design tipografico, elementi che influenzeranno profondamente la sua futura produzione artistica.

Trasferimento a Parigi e carriera nel design grafico

Nel 1930, Vasarely si trasferì a Parigi, dove lavorò come grafico e consulente creativo per diverse agenzie pubblicitarie, tra cui Havas, Draeger e Devambez. Durante questo periodo, iniziò a combinare pattern e immagini organiche, gettando le basi per il suo futuro stile artistico. Le sue opere grafiche di questo periodo, come "Zebras" (1937), mostrano già un interesse per gli effetti ottici e le illusioni di spazio.

Sviluppo dell'arte astratta geometrica e dell'Op Art

Tra il 1947 e il 1951, Vasarely iniziò a sviluppare il suo stile distintivo di arte astratta geometrica. Ispirato dalle piastrelle bianche della stazione della metropolitana parigina Denfert-Rochereau e dalle forme ellissoidali dei ciottoli trovati durante una vacanza a Belle Île, creò opere che esploravano la relazione tra forme geometriche e percezione visiva. Questo periodo segnò l'inizio della sua esplorazione dell'arte cinetica e dell'Op Art.

Il Manifesto Giallo e l'unità plastica

Nel 1955, Vasarely pubblicò il "Manifesto Giallo", in cui espose le sue idee sull'arte cinetica e sull'uso di forme e colori geometrici per creare effetti ottici dinamici. Introdusse il concetto di "unità plastica", basato sulla combinazione di forme e colori standardizzati per creare un linguaggio visivo universale. Questo approccio portò alla creazione del suo "alfabeto plastico", un insieme di forme e colori fondamentali che potevano essere combinati in infinite variazioni, anticipando l'idea dell'arte seriale.

Riconoscimenti e istituzioni dedicate

La fama internazionale di Vasarely crebbe negli anni '60 e '70, grazie a mostre in importanti istituzioni come il Museum of Modern Art di New York e il Musée de l'Art Moderne de la Ville de Paris. Nel 1976, fu inaugurata la Fondation Vasarely ad Aix-en-Provence, un centro dedicato alla ricerca e alla diffusione dell'arte cinetica e dell'Op Art. Inoltre, musei a lui dedicati furono aperti a Gordes, in Francia, e a Pécs, sua città natale in Ungheria.

Eredità artistica

Victor Vasarely morì il 15 marzo 1997 a Parigi, lasciando un'eredità artistica che continua a influenzare generazioni di artisti e designer. Le sue opere sono esposte in musei e collezioni private di tutto il mondo, testimonianza della sua capacità di trasformare la percezione visiva attraverso l'uso innovativo di forme e colori. La Galleria Orler è orgogliosa di custodire alcune delle sue opere in maniera riservata, offrendo agli appassionati l'opportunità di scoprire l'universo visivo di questo maestro dell'Op Art.

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Stile artistico e influenza

Victor Vasarely ha sviluppato un linguaggio visivo unico, basato su un'analisi scientifica della percezione e dell'interazione tra forme e colori. Il suo approccio sistematico alla creazione artistica si riflette nel concetto di "unità plastica", un metodo che prevede la ripetizione modulare di elementi geometrici per generare effetti di profondità e movimento.

Nei suoi studi, Vasarely ha sperimentato con il contrasto tra bianco e nero, come nella celebre opera "Zebra", e successivamente con l'uso di colori accostati in modo da creare vibrazioni ottiche. L'Op Art da lui sviluppata è stata un'evoluzione naturale del costruttivismo e del Bauhaus, integrando principi di matematica e ottica per produrre un'arte dinamica e coinvolgente.

Durante gli anni '60 e '70, Vasarely esplorò nuove frontiere dell'arte applicata, realizzando opere monumentali che ridefinivano lo spazio architettonico. Le sue installazioni non erano semplici decorazioni, ma elementi attivi dell'ambiente, progettati per coinvolgere lo spettatore in un'esperienza percettiva in continua evoluzione.

Le sue serie più famose, come "Vega" e "Folklore Planétaire", dimostrano come la sua arte trascendesse la pittura per diventare un fenomeno ottico e sensoriale. I suoi studi sulla combinazione di colori e sulla percezione della profondità hanno influenzato settori come la moda, la pubblicità e il design industriale, consolidando il suo ruolo di innovatore nel panorama artistico mondiale.

La Galleria Orler offre la possibilità di scoprire alcune opere riservate di Victor Vasarely, dando accesso esclusivo a collezionisti e appassionati dell'Op Art. 

Emanuela Orler

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