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CAMPESAN SARA: arte cinetica in vendita

CAMPESAN SARA: Stima e Valutazioni Opere

Sara Campesan, nata a Venezia-Mestre nel 1924, è stata una figura di spicco nell'arte italiana del XX secolo, riconosciuta per la sua incessante ricerca e sperimentazione artistica. Dopo aver conseguito il diploma in decorazione presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia, ha intrapreso la sua carriera artistica nel 1951, dedicandosi inizialmente a ritratti e paesaggi. Queste prime opere, caratterizzate da un tratto energico e libero, rivelavano già una propensione all'astrazione e all'allontanamento dalla figurazione tradizionale.

La sua natura dinamica e innovativa l'ha portata, nel 1959, a co-fondare la Galleria 3950 a Venezia, uno spazio espositivo interamente gestito da artiste donne, tra cui Bruna Gasparini, Luigina De Grandis, Gina Roma e Liliana Cossovel. Questo progetto rappresentava un'importante piattaforma per promuovere l'arte femminile in un periodo in cui le donne erano spesso marginalizzate nel mondo dell'arte.

Nel 1965, Campesan ha aderito al gruppo "Dialettica delle Tendenze", sostenuto dai critici Domenico Cara e Toni Toniato. Questo collettivo di giovani artisti promuoveva il dialogo e lo scambio di idee, organizzando mostre itineranti in diverse città italiane. Durante questo periodo, il suo stile pittorico ha subito una significativa evoluzione: le sue opere sono diventate più astratte e metamorfiche, utilizzando tempera mescolata a gesso e sabbia per evocare le suggestioni del paesaggio lagunare veneziano. Questa tecnica ha dato vita a opere di carattere informale, con titoli evocativi come "Spaccature", "Rilievi" e "Aperture sull'intonaco".

Tra il 1965 e il 1969, Campesan ha iniziato a incorporare il metacrilato nelle sue opere. Questo materiale industriale, plastico e trasparente, le ha permesso di esplorare nuove dimensioni espressive, creando le "Immagini Circolari" che rompevano la bidimensionalità tradizionale attraverso forme mobili di cerchi e quadrati. Questa fase ha segnato un ulteriore passo verso la ricerca ottico-cinetica, culminando nelle "Composizioni modulari" realizzate tra il 1970 e il 1975. In queste opere, una disposizione studiata di moduli circolari generava movimenti ondulatori o rotatori, emergendo con forza da sfondi monocromatici dai toni vivaci.

Gli anni Settanta hanno visto un uso crescente del metacrilato, con la creazione delle "Spirali", opere che si adattavano all'ambiente circostante, uscendo dalla bidimensionalità della parete e occupando lo spazio in modo dinamico. La forma spiraleggiante e circolare è rimasta centrale anche nelle opere successive, come le "Frantumazioni", "Scomposizioni" e "Rotazioni", dove queste forme venivano sezionate e riassemblate in configurazioni mobili, invitando lo spettatore a interagire attivamente con l'opera.

Nel 1978, Campesan ha partecipato al gruppo autogestito "Verifica 8+1", insieme ad artisti come Aldo Boschin, Franco Costalonga, Nadia Costantini e Nino Ovan. Con sede a Mestre, questo collettivo ha organizzato numerose mostre per tre decenni, diventando un punto di riferimento per artisti internazionali interessati alla sperimentazione e all'innovazione artistica. L'approccio aperto e fluido di "Verifica 8+1" rifletteva l'influenza di personalità come Bruno Munari, con cui Campesan aveva instaurato un rapporto di amicizia e collaborazione sin dagli anni Sessanta.

Oltre alla pittura e alla scultura, Campesan si è dedicata alla creazione di libri-oggetto a partire dagli anni Settanta. Questi lavori, spesso pezzi unici o edizioni limitate, combinavano testo e immagine in un racconto grafico ottico-dinamico, dove le parole assumevano una doppia funzione di segno e significato. Tra le sue opere più note in questo ambito si ricordano "Virginia Woolf" e "Venezia Salva. Omaggio a Simone Weil", presentato nel 2009 alla 53ª Biennale Internazionale d'Arte di Venezia.

La Galleria Orler è orgogliosa di custodire molte opere di Sara Campesan in maniera riservata, offrendo agli appassionati e ai collezionisti l'opportunità di scoprire e apprezzare il percorso artistico di questa straordinaria artista.

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Lo stile artistico di Sara Campesan è caratterizzato da una continua evoluzione e sperimentazione, che l'ha portata a esplorare diverse forme espressive nel corso della sua carriera. Dopo una fase iniziale legata alla figurazione, la sua ricerca si è orientata verso l'astrazione e l'informale, con una particolare attenzione ai materiali e alle tecniche innovative.

Negli anni Sessanta, l'introduzione del metacrilato nelle sue opere ha rappresentato una svolta significativa.Questo materiale le ha permesso di giocare con trasparenze, riflessi e sovrapposizioni, creando un dialogotra luce, forma e spazio. Le sue "Immagini Circolari" e le "Composizioni Modulari" rientrano in questa ricerca, dove la combinazione di elementi geometrici genera effetti ottico-cinetici, trasformando lo spettatore in parte attiva dell'opera.

Negli anni Settanta, il concetto di interazione con il pubblico si è ulteriormente sviluppato con la creazione di opere tridimensionali come le "Spirali" e le "Frantumazioni". In queste composizioni, la rigidità della geometria viene superata da un dinamismo visivo che suggerisce movimento, continuità e trasformazione. La spirale, in particolare, diventa un elemento ricorrente nel suo linguaggio, simbolo di energia e mutamento costante. L'uso del colore, spesso in contrasto con il materiale plastico e trasparente, contribuisce a rafforzare la percezione di profondità e dinamismo.

Un'altra fase importante del suo percorso è rappresentata dalla serie di "Sculture Girevoli" e "Semisfere", lavori che fondono arte e design, coinvolgendo il fruitore in un gioco percettivo in continua evoluzione. Questi oggetti cinetici, realizzati con materiali industriali, rimandano agli studi di artisti come Bruno Munari e agli sviluppi dell'arte programmata e cinetica degli anni Sessanta e Settanta.

La produzione di libri-oggetto ha rappresentato un ulteriore campo di sperimentazione per Campesan. In questi lavori, parole e immagini si intrecciano in una narrazione visiva che supera il semplice contenuto testuale, trasformando il libro in un'opera d'arte autonoma. Il suo omaggio a Virginia Woolf e Simone Weil dimostra come la sua ricerca artistica fosse profondamente legata alla dimensione intellettuale e alla riflessione sulla comunicazione.

L'eredità artistica di Sara Campesan risiede nella sua capacità di rompere i confini tra pittura, scultura e design, sperimentando materiali e tecniche sempre nuove. La sua opera si inserisce in un dialogo continuo tra forma e spazio, colore e luce, partecipazione e percezione.

Per scoprire di più sul lavoro di questa straordinaria artista, la Galleria Orler offre un accesso esclusivo ad alcune delle sue opere, custodite con attenzione e passione. Gli appassionati e i collezionisti possono esplorare il suo percorso attraverso una selezione unica, disponibile su richiesta.

Emanuela Orler

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